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Yijing – Il mutamento



Molti di noi conoscono l’Yijing come mezzo di divinazione, ma solo pochi consultanti hanno una conoscenza profonda del metodo di consultazione. In questo breve articolo il nostro amico Fabio Galassi ci introduce all’analisi della “lettura” di questo “Classico” partendo da teoria delle posizioni che afferma: “Ogni linea ha un valore specifico in base alla posizione, alla natura e alla relazione con altre linee”, detto questo non rimane che approfondire.


La teoria delle posizioni

La teoria delle posizioni si basa sulle posizioni relative e sulla relazione tra le linee in un esagramma. E’ una lettura che integra un’analisi verticale nella classica lettura ‘orizzontale’ che si sviluppa tra due esagrammi come risultato di una divinazione. Un esagramma, è strutturato su una matrice composta da ‘sei vuoti’ – 六虛 liù xū – ‘attivati’ per così dire dalla qualità delle sei linee che li occupano [linee Yin spezzate o linee Yang intere]. Queste posizioni sono ‘contate’ dal basso verso l’alto e contengono le sei linee [六爻 liù yáo/六畫 liù huà, che sono quindi distinte dalle posizioni, ma naturalmente correlate a questa dimensione].


Mettersi nella giusta posizione

Le linee Yin, spezzate, e Yang, intere, possono occupare le sei posizioni dell’esagramma in ogni possibile combinazione, originando i 64 esagrammi e in questo, vanno a creare una rete di relazioni tra le posizioni stesse definite come favorevoli o non-favorevoli. Questa ‘teoria delle posizioni’ è esposta in modo generale nel commentario alle sentenze aggiunte 繫辭傳 xì cí zhuàn in alcuni passaggi salienti [edizione italiana Adelphi, mie modifiche in corsivo]: “La grande virtù di cielo e terra è detta vita. Il grande tesoro dei saggi si chiama posizione” [Sez.II cap.I §9] “Le sei linee sono distribuite secondo il significato che loro compete in quel momento. La linea iniziale è difficile da comprendere. La linea superiore è facile da comprendere: descrivono l’inizio e la fine. Il testo della linea iniziale tiene conto delle situazioni latenti all’inizio di un impresa; nell’ultima linea tutto è giunto a compimento. Quando però si vogliono indagare le cose nel loro molteplice articolarsi e nella loro natura, e si vuole distinguere tra giusto e ingiusto, questo non si può fare compiutamente senza le linee mediane (i quattro tratti centrali importanti anche per la relazione con i trigrammi nucleari)” [Sez. II “Il secondo e quarto posto coincidono per la loro funzione (entrambe posti pari) ma si distinguono per la posizione (le posizioni non hanno lo stesso valore, qui la posizione 2° è definita una posizione centrale mentre la 4° è periferica). Il secondo posto è perlopiù lodato, il quarto è spesso temuto. La via del tenero consiste a non favorire ciò che va lontano (nell’azione) ” [Sez. II cap IX, §5] “Il terzo e quinto posto coincidono per la loro funzione (entrambe posti dispari) ma si distinguono per la posizione (le posizioni non hanno lo stesso valore, qui la posizione 5° è definita una posizione centrale mentre la 3° è periferica). Il terzo posto è spesso infausto mentre il quinto è associato al successo e al merito. Terzo e quarto sono articolati secondo il loro rango di modesto e nobile. Un tratto tenero (che occupa le posizioni dispari), esprime una situazione pericolosa. Un tratto solido sulle stesse posizioni esprime vittoria sicura”. [Sez. II cap IX, §6]. Non ci rimane quindi che auspicarvi la giusta linea nella giusta posizione… Un saluto da Andrea Verza

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