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Mente e alchimia: i concetti chiave per un lavoro di trasformazione



In questo breve articolo voglio introdurre alcuni concetti chiave che possono essere utili per il lavoro di trasformazione alchemica in relazione al concetto di Mente. Un punto importante da cui partire è capire l’importanza tra la relazione che esiste tra ambiente esterno e ambiente interno (per ambiente interno intendiamo l’interiorità individuale di ogni persona). Ciò che non è immediatamente possibile trovare dentro di noi, diventa esplorabile attraverso la rappresentazione che la natura ci offre. Pensiamo alla capacità di radicamento, presupposto fondamentale per fare esperienza dello stato “naturale della mente” che come ormai sappiamo corrisponde ad una condizione di “non polarizzazione” di “non giudizio” ciò è immediatamente esplorabile è disponibile dentro di noi ed è possibile accedervi attraverso un cambio di “stato” da ciò che siamo nell’immediato a ciò che possiamo istantaneamente diventare, questa può quindi essere una vera e propria rivelazione inaspettata. Alcuni di noi possono provare questa esperienza, ma altri nell’impossibilità di accedervi hanno bisogno di un esplorazione esterna per cogliere la natura della mente a noi apparentemente nascosta.


La dimensione della stabilità e perennità grazie alla qualità dei minerali

Ed proprio in questo caso che le qualità dei minerali molto amati dal Medico Alchimista Ge Hong entrano in scena e ci portano ad esplorare la dimensione della stabilità e della perennità. La prima qualità attraverso il contatto con l’elemento minerale viene trasferita all’iniziato alchimista che avrà occasione di sperimentare gli effetti attraverso il cambio di stato della mente che sarà più centrata, meno polarizzata, pronta a sostenere il conflitto senza subirne l’influenza. La seconda qualità è la perennità l’alchimista cerca l’incorruttibilità del corpo e gli antichi taoisti si affidavano alle proprietà dei minerali per esplorare questa condizione. In definitiva queste due qualità potevano essere esplorate partendo proprio da una relazione esterna che una volta integrata o meglio rivelata dalla nostra interiorità diventano accessibili immediatamente attraverso un “richiamo” un pensiero che attiva questa risonanza.


Il digiuno del cuore e della mente

Nel procedere verso la scoperta della nostra natura e del nostro destino si coglie l’importanza della capacità di coltivare il “digiuno” del cuore e della mente. Questo comprende la pulizia dalle trappole sociali, come il bisogno di prestigio, di fama, di onore, di buona reputazione, in definitiva dovremmo imparare ad essere più genuinamente umili, semplici e spontanei. La pulizia riguarda anche i propri desideri e preferenze per lasciare emergere la spontaneità dall’interno, senza che sia annebbiata dagli obblighi sociali o dai desideri personali. Il “digiuno” non è qualcosa di attuabile attraverso un auto-imposizione ma è frutto di un emersione spontanea di queste qualità che comunque trovano la loro base nel radicamento. Purificarsi da certe trappole è espressione della capacità del lasciar andare della mente. Proviamo a pensare come queste qualità in definitiva ci portino a creare uno spazio vuoto dentro di noi che è elemento generante di infinite possibilità. Come potrebbe essere se Molti terapisti o molte persone di una comunità riuscissero ad entrare in questa frequenza. Su questo potremmo riflettere. Per chi si interessa di diversi aspetti che riguardano la guarigione, essa è sempre nel momento presente, il corpo è in costante guarigione e trasformazione, può guarire in qualsiasi momento, è la mente che spesso non permette ciò, sabotando la presenza nella guarigione, non ci permettere la presenza nello stare bene, proietta sempre il “starò bene”, il “guarirò”, cioè qualcosa che è proiettato in un altro momento.

Ma il cambio di uno stato non è frutto di un percorso è un salto tra ciò che non c’era e che adesso c’è.


In definitiva se lascio andare la mente, lascerò andare anche qualsiasi fenomeno e forse a quel punto posso “essere” qualsiasi fenomeno, è la mente che inizia conoscere se stessa e che comprende il suo potenziale creativo.


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